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Una realtà per lo sviluppo del volontariato
Gli strumenti e le figure che contribuiscono a
diffondere la solidarietà.
I CSV si affermano in modo definitivo nel 1997 grazie alla legge 266, in
qualità di strutture al servizio di tutte le Organizzazioni di Volontariato,
grandi e piccole, socie e non, iscritte e non iscritte ai registri regionali
con lo scopo di sostenere e qualificare le loro attività, fornendo
una svariata gamma di servizi.
Questi centri traggono finanziamento dalle Fondazioni Bancarie che destinano
loro 1/15 della differenza tra proventi e spese; tali fondi sono assegnati
e controllati a livello regionale dai Comitati di Gestione, composti da
rappresentanti delle Fondazioni, delle Organizzazioni di Volontariato e
delle Istituzioni. Il convegno nazionale, C.S.V.net, svoltosi a Roma il
30 Gennaio 2004 ha rappresentato l‘occasione per la presentazione
del Report 2002 dei Centri di Servizio per il Volontariato. Il report è
stato realizzato tramite l’utilizzazione di questionari, somministrati
a 73 Centri, sulla base dei quali si sono acquisiti una serie di dati che
hanno consentito di rilevare i cambiamenti incorsi tra il 1995 ed il 2001
e di prospettarne le tendenze. I Centri di servizio sono organizzazioni
sociali, dotate di 306 punti di servizio dislocati sul territorio, con lo
scopo di sostenere e qualificare l’attività di Volontariato.
A tal fine favoriscono la partecipazione delle associazioni di Volontariato
e le forniscono sedi e strumenti per le attività promosse.
Che compiti hanno
I compiti dei CSV sono relativi alla crescita della cultura della solidarietà, alla promozione del volontariato, a un’assistenza qualificata rivolta a associazioni e volontari, e ad una notevole attività di formazione.
Gli ambiti di lavoro possono essere racchiusi in 4 macroaree: consulenza, formazione, informazione e documentazione, promozione.
Ogni anno il Coordinamento Nazionale dei Centri di servizio realizza un monitoraggio sulle attività e le risorse dei Centri e ne produce un rapporto.